Il mio approccio terapeutico di riferimento è il Sistemico Relazionale.
Cosa vuol dire? Vuol dire che nell’osservare il mondo, osservo sistemi complessi. Anche quando ho davanti una persona singola, ricostruisco il suo sistema di relazioni quasi come una mappa, per capire il suo comportamento in funzione dei sistemi di cui fa parte. La sua famiglia, gli affetti, gli amici, il lavoro, i gruppi sociali, sono tutti sistemi.
Non accontentarsi delle spiegazioni lineari
Per sistema si intende un insieme di elementi e le relazioni che li caratterizzano. Questo intreccio di persone e relazioni rende le dinamiche tra individui molto complesse. Quindi, nel parlare del comportamento umano, non mi accontento di spiegazioni lineari e causali (spiegare un comportamento come un’equazione matematica), perché questa non è la legge che governa il mondo dei sistemi complessi.
Certo, per alcuni fenomeni è vero. Se lascio cadere un bicchiere, questo si frantuma in terra (causa – effetto). Alla mia azione corrisponde conseguenza certa (o comunque incredibilmente probabile). Ma per capire il comportamento umano bisogna saper considerare i fattori che intervengono tutti nello stesso momento: ci sono più verità, più fattori e più spiegazioni. E poi, non dimenticare il proprio contributo, cioè: l’osservatore influenza il sistema osservato, filtra ciò che vede, interpreta e spiega a seconda delle sue caratteristiche.
Quindi, il mito della neutralità e dell’oggettività viene meno. Noi influenziamo ciò che osserviamo e dobbiamo averne consapevolezza, non tentare di negare la nostra soggettività ma saperla gestire in modo funzionale al processo terapeutico.
La natura
La natura è caratterizzata dall’affascinante equilibrio tra ordine e disordine. Né l’uno né l’altro sono permanenti, nulla rimane com’è, tutto cambia: si organizza, si rompe, trova nuovi equilibri, in un ciclo senza fine.
Guardando gli stormi di uccelli, il Premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi si è domandato: Esiste un direttore d’orchestra oppure il comportamento collettivo è auto – organizzato?
Parisi nel 2021 riceve il Nobel per la fisica per i suoi studi sui sistemi disordinati complessi. Tutto è complessità: dalla cosa più piccola alla più grande, dai neuroni che comunicano in complicatissime reti ai gruppi di persone, le interazioni tra loro.
La semplicità non ci appartiene, non rende conto delle nostre sfaccettature e semplificare comporta per forza la perdita di qualcosa. A volte semplificare è utile, altre volte è penalizzante.
Il rischio delle spiegazioni semplicistiche
Il rischio che si corre quando si spiegano i comportamenti umani in ottica lineare e causale è perdere di vista elementi fondamentali dell’equazione, e quindi ottenere un quadro incompleto. Prendere decisioni sulla base di un quadro incompleto è rischioso e porta risultati parziali.
Per il terapeuta, rappresentare la complessità della situazione di un individuo richiede tempo, dedizione, consapevolezza di sé. Consapevolezza del fatto che la propria soggettività non può non entrare nel quadro terapeutico, e bisogna saperla gestire ed utilizzare in modo funzionale.
Quando si apprezza il carattere complesso delle cose, che esercita un certo fascino (almeno su di me), non si ha più bisogno di certezze assolute, di categorie statiche, di spiegazioni univoche e rigide. Certo, l’idea che qualcosa sia perfettamente spiegabile ed inquadrabile, magari in un breve tempo, è rassicurante. Ma le decisioni prese in questo modo, sono utili a lungo termine? Portano benefici duraturi?
La ricchezza dei vari approcci terapeutici
Per come la vedo io, avere un modello terapeutico di riferimento non significa seguire schemi rigidi ma sapersi adattare a ciò che si incontra e utilizzare le proprie risorse.
Quindi, osservare i sistemi ma anche l’individualità, la storia di vita, le modalità di relazione, la rappresentazione di sé, i vissuti emotivi, le motivazioni e le caratteristiche di personalità.
Tutti gli approcci psicoterapeutici hanno qualcosa di interessante e utile da conoscere e da applicare, proprio in ottica di complessità.
Per saperne di più sui vari approcci terapeutici leggi l’articolo su questo argomento.