La parola comunicare deriva dal latino e significa mettere in comune. La comunicazione avviene tra gli esseri viventi a prescindere dal linguaggio, che riguarda in particolare la specie umana. In questo articolo sono esposti i principali elementi della comunicazione e i 5 principi della comunicazione secondo il modello sistemico.
Un esempio di comunicazione non umana
Comunicare significa condividere informazioni. La modalità e la natura della comunicazione dipende dalla specie. Un esempio affascinante di comunicazione non umana è quella che avviene tra funghi e piante: esiste una rete sotterranea molto estesa di funghi che trasferisce un’ampia varietà di composti e segnali tra le piante, modificando il comportamento delle piante stesse.
Comunicare tra esseri umani
Nel caso degli esseri umani possiamo distinguere diversi elementi all’interno nella comunicazione:
- il messaggio, cioè il contenuto della comunicazione;
- il canale, cioè il mezzo attraverso cui passa la comunicazione;
- il codice, cioè il linguaggio utilizzato per comunicare (ad es. linguaggio verbale: le parole, linguaggio non verbale: i gesti);
- l’emittente, cioè colui che trasmette il messaggio;
- il ricevente, cioè colui che riceve il messaggio;
- il contesto, cioè la situazione, non solo fisica ma anche ad es. il contesto emotivo, all’interno del quale avviene lo scambio (es. il messaggio in un contesto umoristico viene letto come una battuta e non preso seriamente perché il contesto è ironico).
Teoria dei sistemi e comunicazione
Tra i pionieri del modello sistemico si trova un gruppo di studiosi della California che nel 1967 pubblica il libro Pragmatica della Comunicazione Umana, all’interno del quale si trovano i 5 principi della comunicazione. Da allora, la teoria sistemica si è evoluta in varie direzioni ma i principi della comunicazione restano validi. I 5 assiomi della comunicazione sono i seguenti:
Non si può non comunicare. Questo assioma è stato rivisto ed è stata inserita l’intenzionalità come ingrediente fondamentale per definire uno scambio comunicazione. Infatti, l’informazione è la trasmissione anche involontaria di un segnale tra due persone, ma non può definirsi comunicazione senza intenzionalità.
Ogni comunicazione umana ha un aspetto di notizia o contenuto, e uno di relazione o comando. Guardando a uno scambio comunicativo ci accorgiamo che vengono veicolate informazioni a livello del contenuto, ma c’è anche un aspetto che definisce la relazione tra i comunicanti (“ecco come mi vedo, ecco come ti vedo”). Quanto più la comunicazione è focalizzata sull’aspetto di contenuto, tanto più la relazione è sana. A volte ci si scambiano messaggi che sembrano di poca importanza che spesso danno vita a liti accese, perché non si sta dibattendo sul contenuto ma sul piano della relazione. Le classiche “liti per delle sciocchezze” in cui il contenuto sembra banale ma per qualche motivo determina liti accese. Ad esempio, la parte relazionale della comunicazione potrebbe essere “Tu non sai fare le cose”, “So io come si fanno le cose”, oppure “Io ho ragione” senza che questo vengo detto apertamente (è l’aspetto relazionale della comunicazione).
L’interazione comunicativa è una sequenza di scambi in cui i partecipanti identificano un inizio, una causa dell’interazione, una reazione. E’ il classico esempio per cui una persona si lamenta perché il partner è chiuso, e l’altro risponde che è chiuso perché l’altro si lamenta. Non si capisce chi ha iniziato, e questo ciclo può ripetersi all’infinito. Persone diverse giudicano diversamente questo aspetto. La punteggiatura della comunicazione consente di individuare ruoli: “Sei tu che hai cominciato“, “E’ colpa tua io ho reagito a quello che hai fatto”.
Il linguaggio può essere verbale o non verbale. E’ stato dimostrato che l’aspetto non verbale, predomina su quello verbale nel dare significato al messaggio: è più potente. Gli aspetti non verbali sono meno controllabili e più spontanei mentre il linguaggio verbale è più articolato e controllabile.
Le interazioni possono essere simmetriche o complementari. Interazioni simmetriche definiscono la relazione tra i comunicanti sullo stesso piano, mentre quelle complementari pongono la relazione su piani differenti (up/down). Ad esempio di solito la comunicazione tra insegnante e alunni è asimmetrica e quindi complementare: gli alunni sono in posizione down e l’insegnante up.
Bibliografia
Watzlawick, P., Beavin, J.H, & Jackson, D.D. (1967). Pragmatica della comunicazione umana (trad. it.) Astrolabio, Roma, 1971