Ci sono modi sempre nuovi di intendere una relazione e vivere l’amore. Tinder nasceva solo una decina di anni fa, precisamente nel 2012 e conta oggi circa milioni di utenti, molti dei quali pagano un abbonamento. Più della metà delle coppie oggi si è conosciuta su una dating app.
Le dating app oggi
Oggi almeno la metà delle coppie si conosce su un’app. I ritmi i di vita frenetici e le richieste a cui oggi siamo sottoposti, rendono le app di incontri uno strumento utile per molti. Prima i partner venivano introdotti principalmente dalla famiglia e dagli amici. Oggi abbiamo la possibilità di venire in contatto con persone che altrimenti non avremmo mai incontrato, presentate da un algoritmo.
A prescindere dalle opinioni sulla validità o meno di questo strumento, esistono le esperienze personali degli utenti che possono rimanere soddisfatti o insoddisfatti.
Il ricorso alle app per incontri riflette una tendenza generale portata dalla tecnologia, che sviluppa applicazioni per gestire al meglio ogni aspetto della nostra vita. Questo per ottimizzare le proprie attività, per la gestione efficace del proprio tempo sempre più impegnato.
Meccanismi psicologici in gioco
Bauman usa il termine <<liquid love>> (2003) per descrivere la consistenza delle relazioni romantiche come liquida, sfuggente. Liquid love come frutto di una <<società moderna liquida>> fortemente individualista.
Il diritto alla felicità e il mito della realizzazione personale vincolano l’impegno e il mantenimento della relazione ai propri progetti personali anziché viceversa.
Siamo più liberi nel modo di condurre la nostra vita rispetto al passato e le priorità sono diverse. In un’ epoca in cui concepire un cambiamento anche radicale della propria vita è possibile, avere in tasca uno strumento per incontrare persone nuove può essere rassicurante.
Ricevere un match è un’enorme feedback sociale positivo, a cui la motivazione sociale è naturalmente orientata. Questo significa che il cervello, guidato dalla motivazione, percepisce i match e i like come rinforzi positivi. I circuiti neurali che processano questo tipo di stimoli sono quelli coinvolti con il sistema della ricompensa, che coinvolge il circuito della dopamina.
Nei meccanismi cerebrali della ricompensa, quando un comportamento riceve una risposta positiva è più probabile che si ripresenti. Questo è alla base dell’apprendimento. Quando si riceve un like, questo attiva una risposta chimica che provoca entusiasmo. Questo stesso sistema è coinvolto nello sviluppo delle dipendenze, che possono essere anche di tipo comportamentale (non legate cioè a una sostanza psicoattiva), come nel caso delle dipendenze da social e più in generale dallo smartphone. Essere o meno un soggetto a rischio dipende dalle caratteristiche di personalità e dalle circostanze di vita.
Froelich parla di parla di game o shopping experience (Froelich et al., 2024). Queste caratteristiche pongono gli utenti in loop di ricerca di validazione e soddisfazione ottenute tramite le app, che spesso propongono piani a pagamento. Questo per fortuna non riguarda tutti gli utenti. Quali utenti rischiano di entrare nel loop? Quelli che in generale sono a rischio di sviluppare dipendenza, in base a fattori di rischio e di protezione della propria salute mentale.
La scelta
Soprattutto nelle grandi città, utilizzando diverse app si viene in contatto con un numero molto ampio di persone. Se questo può essere da un lato rassicurante, dall’altro l’eccesso di scelta può portare a una difficoltà decisionale.
Quando si utilizza un’app di incontri, c’è un doppio effetto: di ricerca di controllo, sulla scelta, ma anche di delega, all’app, di trovare qualcuno che faccia al caso nostro. L’app mostra persone che potenzialmente non si incontrerebbero mai e svolge già un primo lavoro di selezione. Internet è diventato un intermediario sociale nelle relazioni umane. L’app, più precisamente l’algoritmo, è un terzo che si inserisce nella relazione tra due persone.
Poi bisogna considerare la casualità, la fortuna che l’algoritmo selezioni una persona affine veramente. Le persone possono incontrarsi in momenti di vita per cui le loro esigenze relazionali non corrispondono: c’è chi vuole una relazione più regolare e frequente, chi cerca solo una frequentazione senza impegno, altri ancora cercano contatti relazionali senza poi concretizzarli in alcun incontro.
La chiave è la consapevolezza dei propri bisogni e la capacità di comunicarli.
La possibilità di scegliere le cose così come le si vogliono, rappresenta una grande libertà ma anche un compito impegnativo, che pone molti costantemente nel dubbio di star compiendo la scelta giusta. L’ossessione della scelta giusta è un carico che l’algoritmo delle app consente di alleggerire solo in parte.
Le diverse dating app
Esistono molte app diverse ognuna con le sue caratteristiche. La madre di tutte le dating app è sicuramente Tinder, ancora ampiamente utilizzata in Italia. Tinder è un universo vasto ed eterogeneo e attraverso l’utilizzo di filtri per descrivere i propri interessi, permette di attingere da un vasto numero di utenti molto diversi tra loro.
Bumble è famosa per essere l’app utilizzata dalle donne e a differenza di Tinder, gli utenti si dichiarano più in cerca di una relazione stabile. Su Bumble la conversazione inizia solo quando è la donna a fare il primo passo.
Hinge si pone come l’app intelligente, che permette di registrare brevi audio e video così da offrire all’altro la possibilità di vedersi. Fornisce quindi più informazioni sull’altro.
Grindr esiste da prima di Tinder, cioè dal 2009, ed è una delle app più utilizzate nella comunità LGBTQ+, così come anche Feeld.
Feeld si presenta come la dating app per le persone open minded e fluide. Nella descrizione personale si possono indicare i propri interessi e le categorie specifiche che descrivono se stessi e il partner ideale in termini esplicitamente sessuali.
Alcune app, come Once: un match al giorno, promuovono lo slow dating, cioè sono contrarie al meccanismo di scrolling e selezione compulsiva promosso da Tinder, e permettono di effettuare una sola scelta al giorno.
Conclusioni
Che si vogliano usare o meno, le app sono un modo per accedere più o meno rapidamente a incontri e conoscenze occasionali o durature. Il loro crescente utilizzo è in parte spiegato dall’aumento dei ritmi di lavoro e di vita a cui noi tutti siamo sottoposti, a discapito del tempo libero, dell’intrattenimento e delle relazioni sociali. Il modo in cui ci si incontra può sembrare artificioso (un match virtuale) ma l’esito dell’incontro di persona è tutto da vivere, ed è reale. Inoltre, la crescente individuazione delle persone rende i rapporti più fragili ma non meno significativi. Le priorità sono cambiate. Le app in questo permettono di avere l’opportunità di conoscere persone, e rappresentano la tendenza della tecnologia ad occuparsi di sempre più aspetti della vita.
Bibliografia:
Froelich, A. B. A Game of Mindless Swiping: How Gamification and Mindless Swiping Affects Online Dating Users’ Psychology. Annual Review of Cybertherapy And Telemedicine 2024, 237.
Hobbs, M., Owen, S., & Gerber, L. (2017). Liquid love? Dating apps, sex, relationships and the digital transformation of intimacy. Journal of sociology, 53(2), 271-284.