Stare soli non sempre è facile, ma è importante coltivare la relazione con sé stessi, così come lo è coltivare le relazioni sociali. Essere circondati da persone può essere piacevole ma anche impegnativo. C’è chi sta molto bene in solitudine, e questo non riguarda solo gli introversi. Aristotele disse l’uomo è un animale sociale ed aveva ragione. I rapporti sociali sono fondamentali per il benessere psicologico. L’importante è che questi rapporti siano il più possibile autentici.
L’importanza delle relazioni
La chiave del benessere all’interno delle relazioni è la loro autenticità, e la capacità di sapersi ascoltare all’interno di esse. Saper ascoltare l’altro ma anche e soprattutto se stessi!
Coltivare la capacità di sapere ciò di cui si ha bisogno in un determinato momento, perché ci si conosce.
Spesso ci sono delle aspettative sociali sul modo di gestire i propri impegni: il sabato sera si esce e ci si diverte, si deve andare a ballare, gli amici si devono vedere spesso, avere un partner è fondamentale per essere felici. Saper mettere in pausa queste voci di sottofondo consente di rispettare i propri tempi.
La società occidentale promuove l’idea di socialità: stare in coppia, uscire con gli amici, pubblicare i momenti insieme sui social, dare prova di essere persone socialmente attive. Sebbene tutte queste attività siano piacevoli, quando diventano un imperativo perdono gran parte del loro significato.
Stare bene soli
Stare bene soli significa apprezzare i momenti di socialità così come quelli di riservatezza. Ad esempio, in solitaria: leggere, cucinare, fare attività all’aria aperta, ascoltare musica, meditare, disegnare, qualsiasi hobby che ricarica le nostre batterie e non è imposto dall’esterno e non tende alla produttività e al risultato, lo facciamo per noi. Attività intrinsecamente piacevoli permettono di entrare in contatto con il presente e nutrono la relazione con sé stessi.
Sulla capacità di non fare nulla uscirà prossimamente un articolo, che parla di meditazione e di creare per sé tempo e spazio.
Il concetto di stare soli implica anche la capacità di tollerare la noia, emozione che non sempre viene presa in considerazione perché meno impattante della rabbia o della tristezza.
Imparare ad ascoltarsi
La solitudine e la socialità sono due aspetti della vita che vanno bilanciati.
Stare soli è un momento per riflettere su se stessi, coltivare un hobby piacevole e non per forza produttivo (non vale il tempo speso per lavorare).
La massima espressione dello stare soli secondo me è la meditazione, il non fare niente se non sedersi con se stessi ascoltando cosa accade dentro di noi. La pratica della meditazione può essere svolta in diversi modi e può comprendere sia un aspetto spirituale, che alimenta un senso di connessione e di essere parte di qualcosa di più grande, ma anche semplicemente per imparare a fermarsi e calmare il proprio sistema nervoso, in un mondo che corre sempre più veloce.
Non ci si sta ascoltando quando si ha la sensazione di non riuscire a dire No e quando ci si rende conto di partecipare o rimanere a lungo a un evento in maniera forzata. Questa situazione non va confusa con la normale sensazione di noia o stanchezza che si può provare a volte, anche quando si è soli. Si può sentire stanchezza e metterla da parte per un evento a cui non si vuole mancare, ma lo si fa consapevolmente.
Quando si ascolta la pressione sociale piuttosto che le proprie esigenze, si finisce per fare cose che non ci a di fare.
Più l’evento e la compagnia sono affini al proprio essere, più ci si sentirà di stare nel posto giusto.
Queste affinità vanno dai valori, le idee, gli interessi, le cose in comune, la capacità di comunicare, l’apertura e le attività che si svolgono.
Altre volte ci si ritaglia un momento, o un’intera giornata per sé, per fare le cose che ci fanno stare bene. Questo è fondamentale per ricaricare la batteria sociale.
Dove possibile, nella propria organizzazione si può lasciare spazio alla spontaneità e alla flessibilità. Questa è la chiave per organizzare il tempo libero in modo equilibrato, visto tutti gli impegni che già affollano le nostre agende.
E’ importante dare spazio alla socialità così come è importante ritagliarsi dei momenti per se stessi.